Il pianto non è di per sé negativo, anzi, ci dice tante cose… Che c'è un attaccamento e ora qualcosa è messo in discussione dalla nuova esperienza; certo esprime un disagio ma non ci deve spaventare, fa parte dell’esperienza.
Il genitore non deve scappare via se il figlio piange, ma guardarlo negli occhi, rassicurarlo che tornerà a un determinato orario, quello reale. Le bugie, pur se a fin di bene (torno tra 10 minuti, non piangere!), creano danni e disorientano molto il bambino, anche da un punto di vista temporale.
Se il piccolo continua a piangere, a un certo punto, dopo saluti e coccole, bisogna farsi forza e andare via… Non si può restare lì tutto il giorno… Dobbiamo accettare i tempi del bambino, che possono non rientrare nei canonici 15 giorni di inserimento, e pensare che piano piano, il piccolo apprezzerà la nuova scuola come parte della 'normale' routine della sua vita.
Nel rispetto degli orari della scuola, cercate di stare un po’ con lui tutti i giorni, cambiandolo con calma, facendo due chiacchiere e rassicurandolo, evitando di arrivare all’ultimo momento per “lanciarlo” in sezione e correre via.
Pur se voi siete fiduciosi e positivi, non abbiate fretta di lasciarlo nella nuova scuola tutto il giorno per la fretta di inserirlo ma chiedete consiglio all'Insegnante e premuratevi di sapere come sta andando il suo inserimento.
È bene dare ai bambini la possibilità di mettersi in gioco, di sperimentare, di imparare anche attraverso gli errori.
Inevitabili arriveranno anche i conflitti con questa nuova fase.
Non fate tragedie se torna a casa con un graffio sul viso, un bernoccolo in fronte, un morso stampato sul braccio, il vestito macchiato: sono incidenti da prevedere nel percorso.
Sarebbe buona abitudine aiutarlo ad andare a letto presto: la giornata scolastica è ricca di avventure ed esperienze ed è necessario essere in forma per affrontarle al meglio la relazione con gli altri e le attività richiedono molta energia.